Il rugby sulla RAI: caso degno di “Chi l’ha visto?”

C’è una Nazionale Italiana che fa il tutto esaurito allo Stade De France di Parigi (80.000 persone), al Millennium Stadium di Cardiff (74.000) e che attira folle oceaniche anche quando gioca a Dublino e a Londra. È la Nazionale di Rugby che in pochi anni, da quando nel 2000 è entrata nel prestigioso torneo delle Sei Nazioni (competizione nata nel 1870, quindi più antica delle moderne Olimpiadi), è diventata una delle rappresentative azzurre più seguite.

Lo stadio Flaminio di Roma, che ospita le partite casalinghe dell’italia nel Sei Nazioni con i suoi 24.000 posti non basta più. I biglietti sono introvabili già due mesi prima degli incontri. Per l’incontro con l’Inghilterra ci sono state 50.000 richieste di biglietto. Si pensa quindi ad un primo ampliamento già per l’edizione 2007 del torneo.

L’Italia del Rugby appassiona sempre più gente. Un fenomeno stranissimo, difficile da spiegare se si pensa che la nazionale della pallaovale resta tra le più perdenti dello sport italiano (nel Sei Nazioni in sette edizioni solo tre vittorie ed un pareggio): non vince quasi mai ed ha sempre più tifosi! E se cominciasse a vincere?

Quattromila sono stati i tifosi italiani che hanno seguito la squadra azzurra a febbraio a Dublino e circa tremila negli ultimi turni esterni a Parigi e a Cardiff. Eppure tutte queste invasioni pacifiche di tifosi, sedotti dal clima festoso del popolo del Rugby, che uniscono lo sport al turismo ed approfittano del Sei Nazioni per visitare alcune delle più belle capitali europee tra gemellaggi, “terzi tempi”, pinte di birra e feste nei pub, tutti questi italiani, in giro per l’Europa a tifare per gli Azzurri, per la Rai semplicemente non esistono. I risultati dell’italia nel Sei Nazioni vengono liquidati con una notizia lanciata in coda ai Tg sportivi dopo che ci siamo sorbiti tutto il calcio possibile.

Il Sei Nazioni dalla Rai è quasi completamente ignorato solo perché, come per il Grande Fratello, l’esclusiva della diretta appartiene ad un’altra emittante, La7. Ma la Rai non rappresenta il servizio pubblico? E allora perché opera secondo logiche da televisione commerciale? Di questo passo, se le Rai decide di non dare visibilità agli eventi trasmessi in esclusiva dalle reti private o dai canali a pagamento (vedi il tennis), ci sono molti sport che rischiano di sparire. Magari li rivedremo a “Chi l’ha visto”…

Articolo di Piergiorgio Grizzo, tratto da Domenica Sport del 26 marzo 2006